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Fate la fontana con la farina setacciata con il sale, porre al centro le patate lessate e passate ancora bollenti al passaverdura con i fori piccoli. Aggiungete anche il lievito sciolto in poco latte tiepido, facendo attenzione a non farlo venire a contatto con le patate bollenti, quindi l’uovo, il burro (o l’olio) e la scorza del limone grattugiata.
Impastate per dieci minuti, dopodiché dividete poi la pasta in alcuni pezzi più piccoli. Aiutandovi con la farina, rotolatene ogni pezzetto sul tavolo in modo da formare un cordoncino della dimensione di un dito e lungo venti cm abbondanti; quest’ultimo andrà richiuso a ciambella o facendo una specie di omega (dando cioè una forma ovale ed incrociando uno sull’altro le due estremità).
Disponete gli zeppoloni sopra un canovaccio infarinato, distanziandoli opportunamente perché lievitano parecchio. Copriteli con un altro canovaccio e su questo poggiate una copertina di lana che sistemerete in modo che non pesi sulla pasta. Lasciateli lievitare in luogo caldo e riparato dalle correnti d’aria.
Quando saranno raddoppiati in dimensioni, dopo circa un’ora e mezzo, friggete gli zeppoloni, due per volta al massimo, in una padella piena d’olio a calore moderato, sempre continuando la cottura a fuoco medio finché non saranno divenuti biondi. E’ importante rispettare questi suggerimenti, affinché gli zeppoloni cuociano bene anche all’interno.
Scolateli, lasciateli intiepidire e rivoltateli nello zucchero semolato che potete profumare a vostro gusto con un poco di cannella. Serviteli freddi.
Si tratta di un impasto semplice, che subisce una doppia cottura: dapprima viene fatto asciugare in forno, poi viene fritto rigorosamente in olio extravergine d’oliva. Le zeppole sono diffuse in tutto il Meridione d’Italia e le ricette principali sono due: queste, che sono napoletane, e quelle di Bari, la cui ricetta riportiamo nella stessa rubrica. L’etimologia della parola (già attestata nel latino tardoantico dl VI sec) non è chiara: secondo alcuni rimanderebbe a “zeppa”, pezzetto di legno che si usa per chiudere una fessura o per correggere l’appoggio dei mobili; altri invece propendono per la derivazione dal nome Giuseppe. In Sardegna si preparano invece le zippulas, dolci preparati in occasione del Carnevale. Oggi le zeppole napoletane sono spesso preparate come i tortelli, quindi con l’impasto da choux fritto anziché cotto al forno. Questa che vi abbiamo proposto è invece la ricetta antica. Anziché preparare degli zeppoloni, potete fare con lo stesso impasto le…zeppoline: fate semplicemente ciambelle più piccine e, prima di cuocerle, punzecchiatele con i rebbi di una forchetta. Darete così all’impasto una caratteristica forma arricciata che è tipica, appunto, delle zeppole napoletane tradizionali.
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