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Fare la fontana con la farina setacciata con il sale, quindi porre al centro le uova, il burro freddo a pezzetti, la scorza del limone ed impastare velocemente; dare una forma a palla all’impasto e riporre in frigorifero per mezz’ora.
Stendere la pasta su un piano infarinato ad uno spessore non eccessivamente sottile e con un bicchiere ritagliare dei dischetti al cui centro si porrà un mucchietto di ripieno.
Ripiegare a mezzaluna il raviolo saldando bene i margini. Porre in forno già caldo, a 180 C°, sulla placca foderata di carta forno, per venti minuti. Ripetere sino ad esaurimento degli ingredienti, reimpastando anche i ritagli di pasta.
Servire freddi spolverati di zucchero a velo.
L’etimologia della parola “raviole” è chiara. Si tratta del corrispettivo dolce dei ravioli, al femminile per indicare il carattere più “frivolo” rispetto a questi ultimi.Sempre per San Giuseppe, patrono di Parma, a Sant’Ilario di Parma si preparano dei dolcetti tipici che vengono chiamati “Scarpette di Sant’Ilario”.
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